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Ecco, è finito: non si tocca più.
Quanto mi pesa la penna in mano!
Era così leggera poco prima,
viva come l’argento vivo:
non avevo che da seguirla,
lei mi guidava la mano
come un veggente che guidi un cieco,
come una dama che ti guidi a danza.
Ora basta, il lavoro è finito,
rifinito, sferico.
Se gli togliessi ancora una parola
sarebbe un buco che trasuda siero.
Se una ne aggiungessi
sporgerebbe come una brutta verruca.
Se una ne cambiassi stonerebbe
come un cane che latri in un concerto.
Che fare, adesso? Come staccarsene?
Ad ogni opera nata muori un poco.

15 gennaio 1983_L’opera_Primo Levi